IMPOSTA DI SOGGIORNO

L’art. 4 del decreto legislativo 14.03.2011 n.23, ha istituito l’imposta di soggiorno, un’entrata che i Comuni capoluogo di Provincia, le Unioni di Comuni nonché i Comuni inclusi negli elenchi regionali delle località turistiche o città d’arte, possono istituire a carico di coloro che alloggiano nelle strutture ricettive situate sul proprio territorio.

L’imposta comunale è destinata a finanziare interventi in materia di turismo, manutenzione fruizione e recupero dei beni culturali ed ambientali locali e dei relativi servizi pubblici.

L’imposta è calcolata per persona e pernottamento, in base alle caratteristiche della struttura ospitante.

L’applicazione dell’imposta avviene secondo criteri molto eterogenei da Comune a Comune, sia per le tariffe applicate sia per le modalità di applicazione, e comunque entro il limite dei 5 euro previsti dalla legge.

 

Esenzione

Nei regolamenti comunali viene generalmente disposta l’esenzione per alcuni tipi di soggiorno, in base a requisiti soggettivi dei clienti. Generalmente le seguenti categorie sono esentate dal versamento dell’imposta (da verificare in base al regolamento del proprio comune):

– minori fino al compimento del 5°/6° anno;

– soggetti che assistono degenti ricoverati presso strutture socio sanitarie del territorio comunale;

– genitori che assistono minori di diciotto anni degenti ricoverati presso strutture socio-sanitarie del territorio.

 

Pagamento dell’imposta

I soggetti passivi, al termine di ciascun soggiorno, corrispondono l’imposta al gestore della struttura ricettiva presso la quale hanno pernottato. Quest’ultimo provvede alla riscossione dell’imposta, rilasciandone quietanza.